Il TAR di Salerno riapre la casa circondariale di via Gioberti a Sala Consilina. Ieri è stata depositata la sentenza con la quale i giudici amministrativi hanno ritenuto illegittimo, e quindi lo hanno annullato, il Decreto Ministeriale di chiusura adottato dal Ministero della Giustizia il 27 ottobre del 2015.
Il TAR in una sentenza fiume, lunga 24 pagine, ha respinto tutte le eccezioni di inammissibilità del ricorso sollevate dal Ministero della Giustizia. Secondo il Tribunale, il ricorso presentato dall’Amministrazione Comunale di Sala Consilina “è fondato, in maniera dirimente – si legge nella sentenza – a cagione del grave vulnus al principio fondamentale della territorialità dell’esecuzione penale, che lo stesso, inevitabilmente, finisce per determinare nella specie”.
I giudici hanno ritenuto che la soppressione della Casa circondariale di Sala Consilina ha privato un vastissimo territorio, coincidente con il circondario del Tribunale di Lagonegro, di un istituto penitenziario con ingiustificato pregiudizio per la comunità locale e per gli operatori del diritto oltre che per gli stessi detenuti e per le loro famiglie.
Secondo il Ministero della Giustizia la soppressione del carcere è stata la naturale conseguenza della soppressione del Tribunale di Sala Consilina “argomento fallace – si legge ancora nella sentenza – se si tiene mente all’unicità del carcere di Sala Consilina, anche nel circondario del Tribunale di Lagonegro, cosicché, con buona pace del principio fondamentale della territorialità della pena, s’è venuta a creare, per effetto dell’adozione del decreto ministeriale impugnato, la paradossale situazione, ben descritta in narrativa, nei termini seguenti: L’impugnata soppressione costringe l’Autorità Giudiziaria di Lagonegro ad utilizzare una delle seguenti strutture penitenziarie, tutte esterne al circondario del Tribunale: – casa circondariale di Castrovillari (CS), distante circa 75 km e con tempi di percorrenza di 1 ora e 15; – casa circondariale di Potenza, distante oltre 100 km e raggiungibile in 1 ora e 30.; – casa circondariale di Vallo della Lucania (SA), distante circa 100 km e raggiungibile in 1 ora e 10; – casa di reclusione di Eboli, distante 100 km, con tempi di percorrenza superiori a un’ora; mentre la Casa circondariale di Sala Consilina distava, dal Tribunale di Lagonegro, solo 40 km e i tempi di percorrenza erano inferiori ai 30 minuti”.
Il TAR oltre ad aver annullato il Decreto Ministeriale di soppressione ha anche condannato il Ministero al pagamento delle spese processuali quantificate in tremila Euro ed al rimborso del contributo unificato di 650 Euro versato dal Comune di Sala Consilina.
A questo punto il Ministero della Giustizia come è facile prevedere, presenterà ricorso al Consiglio di Stato chiedendo la sospensione dell’efficacia della sentenza del TAR in attesa che i giudici di secondo grado si pronuncino in via definitiva.
– Erminio Cioffi –
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Sala Consilina e’ stata defraudata di tanti servizi e diritti radicati nel territorio da secoli. Era considerata la capitale del Vallo di Diano e vi si svolgevano fiere e feste alle quali partecipavano tutti i paesi del circondario e perfino da Brienza portavano frutta e verdura di eccellenza da vendere ogni giovedì a Sala dove si teneva un mercato molto importante. Senza considerare la grandissima importanza della statale 19 delle Calabrie che attraversava Sala ed era l’unica strada facilmente percorribile per il transito delle merci dirette al sud. C’era il carcere, il tribunale e perfino la Corte d’Assise. Il liceo classico di Sala per decenni e’ stato frequentato da alunni provenienti dalla Basilicata e da tutti gli studenti del circondario. Peccato! Mi piange il cuore vedere Sala Consilina ridotta ad un paesino di estrema periferia.
la politica a questo punto esiste o non esiste……………il ministero di grazia e giustizia (sono politici che sono venuti anche a Sala consilina a prenderci per i fondelli, stii fermo ad appellarsi al Consiglio di stato…………..